Analogie.

settembre 14, 2011

Diceva sempre il domani non c’è mai ed il passato son fotografie e il suo presente era così noioso che passava ore a guardare il passato e pensare al niente. Guardava ‘ste fotografie cotte dal tempo che se solo non avesse ricordato ogni istante e ogni click  avrebbe dato loro almeno venti o trent’anni. Pensava che forse non erano foto cotte dal tempo ma foto cotte da ricordi che come al solito sembravano sempre meglio di quello che furono tipo la foto di quella volta che provarono a fare la pizza e a vederla sembrava un film ma a mangiarla sembrava un cartone, di cartone. Diceva sempre le foto son ricordi e i ricordi sono foto e passava minuti cercando di ricordare la prima volta in cui lei scese dal treno con immagini in movimento ma l’unica cosa che si ritrovava per la testa erano quattro polaroid sfocate di lei con sto vestito verde che non stava mai fermo e niente tra le mani perchè la polaroid non se la potevano permettere. Pensava sempre che ad averlo saputo prima avrebbe ripreso ogni svolazzo di quel vestito verde ed ogni fiocco di neve caduto la prima volta che dal treno ci scese lui che ad avere ricordi statici si guadagnano fiocchi ma si perdono nevicate. Diceva sempre le foto sono il bene che ci si è voluto e mai quello che ci si vuole e pensava che forse quelle non erano foto cotte dal tempo ma foto cotte da lacrime piene dei ricordi che insieme avevano deciso di dimenticare. Diceva sempre un sacco di cose ma tutto quello che faceva era stare lì ore a guardare il passato e pensare a lei e si comportava come un vecchio pieno di vino ma di anni non ne aveva neanche trenta e pensava che le foto ti invecchiano quando le guardi ma non quando le fai; che quando le fai e sei innamorato sono foto cotte dal futuro di te che le ritrovi e lei diventa rossa ricordando quel vestito verde che non stava mai fermo quella volta in stazione. Pensava che le foto non ancora sviluppate sono sempre le più belle perchè sono nella testa e sono come le vuoi te. Pensava che le foto saranno pure verità ma sono circondate da bugie e che smettere di farle era stata la scelta più saggia della sua vita. Ad avere ricordi statici si hanno treni ma non si hanno viaggi, era scritto dietro l’ultima foto che decise di scattare:
In lontananza le luci di un treno e tutt’intorno la notte.

*disegnino gentilmente partorito da Francesco.
**per vederlo meglio cliccate qua.

2 Risposte to “Analogie.”

  1. yo said

    bella Mattia, avanti così

  2. righeindie said

    e i pianti. la mattina.

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