I dischi.

novembre 8, 2011

Tu metti il disco e lei lo leva. Tu metti il disco, e lei lo leva. Tu metti il disco. Lei lo leva. Che detta così sembra una metafora del cazzo, ma mica lo è. Tu metti il disco e lei lo leva e di solito sarebbe che tu metti il disco e poi ti fai cazzi tuoi. Metti il disco e ti sdrai sul divano. Metti il disco e cucini. Metti il disco e scrivi. Metti il disco e ti fai un sega, che farsi i cazzi propri vuol dire proprio e soprattutto quello. E invece arriva lei e lo leva. Lei che quel disco te lo ha pure regalato, che lo avevi solo in vinile, il vinile di papà, ed era vecchio e rovinato. Lei alla quale eri convinto che quel disco piacesse, ma poi ci pensi bene e non riesci a ricordare la prima volta che lo avete sentito insieme, giusto perchè insieme non lo avete mai sentito. E al perché ci hai pensato, ci hai pensato tutte le volte che lei ha levato il disco e ti sono venuti i nervi. Perché? Poi glielo hai chiesto, perché, e lei ti ha detto perché fa schifo. Tu la ami e a lei fa schifo il tuo disco preferito e ti senti come tradito dentro, che se a lei fa schifo il tuo disco preferito è un po’ come se le facessi schifo te. E lei ti dice che tu non sei mica un disco sempre tutto uguale, che tutti facciamo schifo ogni tanto ma mica come un disco che se fa schifo fa schifo per sempre. E allora sorridi perché ha ragione. Poi metti il disco e prima che lei provi a levarlo le dici che quando facciamo schifo è bene sopportarsi, almeno una volta. E lei sorride perché hai ragione. Alla fine c’è un gran silenzio ed è tutto come prima, credevi sarebbe cambiato qualcosa ma non sembra esser cambiato niente. Tu sei lì che rimetti il disco a posto e lei è là sempre più convinta che quel disco faccia schifo. Lei ti dice pure che la vita va avanti lo stesso e tu non dici quel che pensi davvero, non le dici che secondo te la vita è anche e soprattutto i dischi.
Poi il disco te lo porti pure per andare a lavoro perché la stagione è perfetta. Dal finestrino della corriera vedi palazzi alberi e lampioni ricoperti di quella nebbiolina che rende tutto più freddo e tutto più bello, almeno secondo te, e mentre il disco continua finisci per pensare a lei. Pensi a lei tra la nebbiolina e tutto sembra più bello per davvero, e allora sorridi perché avevi ragione.

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